Cronaca di una Russia interna fra droni, censura digitale, scuola militarizzata, repressione del dissenso, crisi delle élite e memoria contesa
Lev Tul’skij
Siamo all’8 maggio. La Russia entra in questi giorni con un doppio movimento: la guerra torna a colpire infrastrutture interne e il sistema politico restringe ancora gli spazi di informazione. Nella notte una vasta ondata di droni raggiunge Groznyj, Rostov sul Don, Perm’ e Jaroslavl’: il Ministero della Difesa parla di 264 droni abbattuti, ma intanto a Groznyj si registrano esplosioni presso la zona della base militare di Chankala e vicino alla nuova stazione ferroviaria, a Rostov bruciano depositi e strutture industriali legate anche alla difesa, a Jaroslavl’ viene colpita la raffineria “Slavneft’-JaNOS”, a Perm’ finiscono sotto attacco impianti industriali e la raffineria “Lukoil-Permnefteorgsintez”. La conseguenza immediata non riguarda solo il fronte ma la vita quotidiana russa: aeroporti chiusi, voli cancellati, ritardi, sospensione temporanea di tredici scali nel sud del Paese. Nello stesso giorno il Cremlino revoca l’accredito a diversi media stranieri per la parata del 9 maggio, compresi ARD, ZDF, Sky, AFP, Rai e NHK: un gesto senza precedenti per la parata moscovita della Vittoria, spiegato con un generico cambio di formato “in relazione alla situazione”.
Anche GitHub comincia a funzionare peggio in Russia; OONI registra una crescita delle connessioni fallite e anomale, mentre il Roskomnadzor non blocca formalmente l’intera piattaforma ma aumenta le singole pagine interdette. Il Ministero della Giustizia aggiorna il registro degli “agenti stranieri” inserendo, fra gli altri, il filosofo Michail Epstein, lo scrittore Igor’ Efimov e il sito Cyprus Daily News. Il controllo si esercita così su più piani: infrastrutture, informazione, piattaforme digitali, accesso dei giornalisti, registri amministrativi.
Il 9 maggio la parata della Vittoria diventa una rappresentazione esplicita della nuova memoria di guerra. Per la prima volta sulla Piazza Rossa sfilano militari della Corea del Nord che hanno combattuto nella regione di Kursk, mentre accanto a Putin viene fatto sedere Leonid Ryžov, partecipante alla guerra contro l’Ucraina, e non un veterano della Seconda guerra mondiale. La tecnica militare è assente; viene mostrato invece un filmato con droni e sottomarini nucleari.
Nel discorso, Putin collega l’impresa della generazione dei vincitori ai combattenti di oggi e indica ancora una volta come nemico “l’intero blocco NATO”. Alla vigilia, nel centro di Mosca è stato disattivato Internet mobile. Lo stesso giorno emergono immagini contrastanti della società russa: da un lato il figlio del sindaco di Kazan’, Radmir Metšin, trascorre le feste di maggio a Capri, al Grand Hotel Quisisana, mentre il padre sostiene pubblicamente la guerra; dall’altro “Mediazona” e “Meduza” stimano in 352 mila i militari russi morti dall’inizio dell’invasione su vasta scala fino alla fine del 2025.
A Kemerovo una giornalista del canale “Kuzbass Pervyj” si rivolge alla madre di un soldato disperso durante il corteo del “Reggimento immortale” e, sentendo che sulla fotografia c’è il figlio scomparso, le dice che per lei è dunque una “doppia festa”. Il frammento viene poi tagliato dalla registrazione. A San Pietroburgo l’ottantacinquenne Ljudmila Vasil’eva, sopravvissuta all’assedio di Leningrado, viene fermata presso il Sasso delle Solovki dopo aver mostrato un cartello con la scritta: “Non coprite i vostri crimini con la Vittoria del popolo”. La memoria ufficiale della Vittoria si irrigidisce, mentre ogni uso non conforme di quella memoria diventa sospetto.
Il 10 maggio la repressione si manifesta anche nelle forme minime del simbolo. A Chabarovsk Zigmund Chudjakov viene arrestato per una maglietta con il ritratto di Boris Nemcov; a Jakutsk Artur Dron, rappresentante del “Fronte di sinistra”, viene fermato per una maglietta con la scritta “Libertà per Udal’cov”.
Nello stesso giorno il Ministero dell’Istruzione approva una concezione di “educazione storica” destinata ad asili, scuole, college e università: l’obiettivo ufficiale è formare un’identità civica panrussa, attraverso iniziative dedicate alla Grande Guerra Patriottica e alla memoria dei partecipanti alla guerra in Ucraina. Dal nuovo anno scolastico arriva anche la materia “Cultura spirituale e morale della Russia”, mentre le ore di inglese nelle classi quinte, seste e settime vengono ridotte. L’istruzione diventa spazio di disciplina patriottica, e perfino il lessico della “valutazione critica dell’informazione” viene usato per il contrasto alla “falsificazione della storia”.
Nello stesso giorno il capo del Consiglio per i diritti umani, Valerij Fadeev, consiglia ai russi di rivolgersi all’FSB o alla procura in caso di dubbi quando citano lavori di università occidentali dichiarate “indesiderate”, come Yale, Stanford e Berkeley. Anche l’università straniera citata in bibliografia diventa potenziale rischio amministrativo. Intanto a Bodajbo, nella regione di Irkutsk, la città resta di nuovo senz’acqua dopo che il ghiaccio sul fiume Vitim ha spinto a riva la stazione galleggiante “Rosa”: una crisi comunale ripetuta, in un Paese che spende cifre crescenti per guerra e sicurezza.
L’11 maggio il quadro si sposta dalla scuola alla militarizzazione strutturale. Un’inchiesta riferisce che in Russia sono stati spesi almeno 50 miliardi di rubli per la preparazione militare degli studenti: centri “Avangard”, centri “Voin”, addestramento con armi, droni, tattica e assistenza sul campo di battaglia. Dal 1° settembre 2023 i raduni militari sono parte obbligatoria del corso “Fondamenti della sicurezza e della difesa della Patria”: cinque giorni per gli alunni della decima classe, tre per quelli dell’ottava. Genitori e studenti raccontano pressioni delle scuole e difficoltà a rifiutare. Nello stesso periodo emerge il caso dell’ex dirigente della società “Transport buduščego” [Trasporto del futuro], Jurij Kozarenko, arrestato per frode: canali Z sostengono che dietro la retorica dell’innovazione russa nel settore dei droni vi fosse la rivendita di droni cinesi presentati come produzione nazionale.
La guerra alimenta così insieme propaganda industriale, appalti e sospetti di corruzione. In Kuzbass si moltiplicano le notizie sul massacro di bestiame in aziende e fattorie private; gli abitanti parlano di una possibile epizoozia nascosta, forse afta epizootica, mentre le autorità danno versioni diverse e cancellano comunicazioni. Anche la gestione sanitaria degli animali assume la forma del segreto amministrativo e della pressione sulla popolazione rurale.
Il 12 maggio il Rosmolodëž’ [Agenzia federale per gli affari giovanili] annuncia una piattaforma digitale da quasi 100 milioni di rubli per comunicare con adolescenti e giovani attraverso messenger e chatbot. Il linguaggio ufficiale parla di sostegno “empatico e personalizzato”, di “sviluppo morale e spirituale”, di aiuto nelle situazioni di vita e di coinvolgimento dei giovani nella politica; ma la struttura prevede conservazione centralizzata dei dati, monitoraggio e controllo. Il paternalismo digitale dello Stato non si limita a parlare ai ragazzi: intende registrarne richieste, vulnerabilità e percorsi. Nello stesso giorno la Procura generale chiede di confiscare all’ex primo vice ministro della Difesa Ruslan Calikov beni per oltre 5,5 miliardi di rubli, fra immobili di lusso, terreni, conti e attività legate agli appalti militari. Calikov, uno dei più vicini collaboratori di Šojgu, nega, ma il caso conferma l’apertura di un nuovo fronte interno nella vecchia élite del Ministero della Difesa. Piattaforme come Litres e Ozon cominciano intanto a marcare libri per bambini — dal “Coccodrillo Gena” al “Vecchio Chottabyč”, dallo “Hobbit” a “Peter Pan” — con avvertenze sulla droga. La fantasia infantile viene trattata come possibile deviazione normativa, forse per riferimenti a pozioni e magie.
La BBC racconta poi il primo caso noto di uno studente russo morto dopo essere stato reclutato nelle unità dei droni: Valerij Averin, ventitré anni, dalla Buriazia, cresciuto in orfanotrofio e in famiglia affidataria, aveva firmato un contratto con il Ministero della Difesa nel gennaio 2026, era stato formato come operatore di BPLA [droni] ed è morto dopo tre mesi nei pressi di Luhans’k. Alla madre affidataria aveva detto che andava a lavorare da Wildberries.
Il 13 maggio il Financial Times riferisce che Putin conterebbe di prendere il Donbass entro l’autunno, convinto dai vertici militari che il fronte ucraino stia cedendo; ma la notizia interessa qui soprattutto per il riflesso interno: l’aspettativa di vittoria permette al potere di irrigidire ancora la società. La Duma approva una legge che consente di usare le Forze armate per “proteggere” cittadini russi perseguiti da tribunali stranieri o internazionali, compresa la Corte penale internazionale. Mosca vieta anche la pubblicazione non autorizzata di foto, video e dati sulle conseguenze degli attacchi dei droni: se ne potrà parlare solo sulla base dei comunicati del Ministero della Difesa e del Comune.
In parallelo “Važnye istorii” [Storie importanti] e altre testate continuano a raccontare l’economia morale delle élite: il figlio del ministro dell’Interno Kolokol’cev avrebbe speso quasi 90 milioni di rubli in soggiorni di lusso a Dubai e alle Maldive, mentre le sue società registrano perdite. “Gazeta.ru” finisce per indicare per errore come “agente straniero” Aleksej Kovalëv, soldato sovietico presente nella celebre serie fotografica della bandiera sul Reichstag: la meccanica amministrativa dell’etichetta colpisce perfino il simbolo sovietico della Vittoria, perché confonde il veterano con un omonimo giornalista di “Meduza”.
Il 14 maggio la FSIN [Servizio federale per l’esecuzione delle pene] riconosce per la prima volta che il crollo del numero dei detenuti è legato alla possibilità di firmare un contratto con il Ministero della Difesa e partire per la guerra. Dai circa 465 mila detenuti di fine 2021 si è scesi a circa 282 mila. Prima le autorità parlavano di “umanizzazione” della giustizia; ora la realtà appare più semplice: le colonie sono state svuotate anche per alimentare il fronte. Jana Lantratova viene nominata nuova ombudsman per i diritti umani al posto di Tat’jana Moskal’kova.
La sua biografia politica comprende proposte di campi di lavoro per persone con dipendenza da alcol, restrizioni ai videogiochi, lotta alla “propaganda LGBT”, sostegno alle leggi sui “fake” sull’esercito, visite nei territori occupati e accuse ucraine di coinvolgimento nella deportazione forzata di bambini. Il garante dei diritti entra così nello stesso lessico securitario del potere. Nello stesso giorno i dati del PSTGU mostrano un calo dei russi che si definiscono ortodossi, dal 78% al 65% in quindici anni, mentre solo circa un terzo dei credenti va in chiesa almeno una volta all’anno; anche questa distanza fra identità ufficiale e pratica reale pesa sul rapporto tra Stato, Chiesa e società. Il 15 maggio un attacco di droni incendia la raffineria di Rjazan’, una delle maggiori della Russia e parte del sistema Rosneft’. Ma il centro della cronaca interna è il mercato della mobilitazione: secondo “Važnye istorii”, le regioni russe hanno già speso almeno 7,7 miliardi di rubli in bonus per chi recluta contrattisti. In alcune aree si promettono più di 500 mila rubli per ogni uomo portato alla guerra; possono ricevere denaro non solo privati cittadini ma anche dipendenti di strutture statali, amministrazioni, polizia, FSIN e FSB.
Nello stesso giorno il VCIOM registra una risalita dei rating di Putin proprio dopo il cambio di metodologia dei sondaggi, mentre il generale Aleksandr Lapin, criticato in passato da Prigožin e Kadyrov per fallimenti militari, può passare alla Duma e guidare la commissione Difesa. Il governatore di Vologda Georgij Filimonov propone di celebrare i partecipanti alla SVO [“operazione militare speciale”] alla pari dei veterani della Grande Guerra Patriottica: il combattente in Ucraina viene presentato come nuova élite sociale e morale.
Il 16 maggio droni colpiscono Nevinnomyssk, nel territorio di Stavropol’, e dopo le esplosioni prende fuoco lo stabilimento “Azot”, grande impianto chimico del sud della Russia. Reuters aveva collegato “Nevinnomysskij Azot” e “Novomoskovskij Azot” alle forniture di acidi usati per la produzione di proiettili d’artiglieria. Nello stesso giorno una bomba aerea russa cade su una casa privata nel villaggio di Dubovoe, presso Belgorod, uccidendo un uomo; le autorità regionali parlano però di attacco di droni. La confusione fra incidente interno, guerra e comunicazione ufficiale è ormai parte della routine.
A Mosca l’attore Aleksandr Anisimov viene fermato e multato per “piccolo teppismo” dopo aver letto Esenin davanti alla sala di ricevimento dell’amministrazione presidenziale, durante un’azione di animalisti. Il progetto ecologista “Zemlja kasaetsja každogo” [La Terra riguarda tutti] annuncia la sospensione di fatto del lavoro dopo che l’associazione “Ochrana prirody” [Tutela della natura] viene riconosciuta “agente straniero”. Anche libri di cucina di Harold McGee e Niki Segnit ricevono avvertenze sulla droga, dopo casi simili su libri per bambini, Puškin e Gogol’.
Il 17 maggio a Mosca e la sua regione subiscono uno dei maggiori attacchi di droni dell’ultimo anno: nella regione muoiono tre persone e cinque sono ferite, a Mosca i feriti sono dodici. Vengono colpiti Chimki, Mytišči, l’area della raffineria di Mosca a Kapotnja, zone residenziali a Krasnogorsk e Istra, la stazione petrolifera di Solnečnogorsk e il tecnoparco “Elma” a Zelenograd. Tutti e quattro gli aeroporti della capitale chiudono temporaneamente. Gli abitanti di Chimki, Mytišči e Lobnja denunciano però che sirene e SMS d’allarme non hanno funzionato, e alcuni non riescono a contattare il 112. La vulnerabilità della capitale si unisce all’opacità delle informazioni. In Cabardino-Balcaria decine di persone ricevono avvertimenti delle forze dell’ordine contro la partecipazione alla marcia del 21 maggio in memoria delle vittime della guerra del Caucaso; dal 2022 la manifestazione non viene autorizzata con il richiamo agli “eventi in Ucraina”, mentre altri eventi pubblici si svolgono senza ostacoli.
Il 18 maggio a San Pietroburgo vengono fermati tre responsabili dell’ensemble infantile crimeano-tataro “Nefes”, arrivato da Simferopol’, perché durante una fotografia presso la cattedrale dei Santi Pietro e Paolo avevano con sé la bandiera dei tatari di Crimea, insieme a quella russa e a quella della Crimea.
La bandiera non è ufficialmente vietata, ma la polizia la ritiene simile a simbologia proibita e contesta ai responsabili un’azione non autorizzata. Il progetto “Veter” [Vento] riferisce che almeno 319 militari russi gravemente feriti sono stati rimandati al fronte senza aver concluso cure e riabilitazione; in oltre l’80% dei casi si parla di coercizione. A Belgorod vengono sospesi i risarcimenti per le automobili danneggiate dai bombardamenti: più di 15 mila veicoli colpiti dall’inizio della guerra, ma il fondo extrabilancio è vuoto. A Perm’ sacerdoti percorrono la città con l’icona della Madre di Dio “Permskaja” per pregare contro la minaccia dei droni, come durante la pandemia avevano pregato contro il Covid. La guerra produce così insieme tecnologia, superstizione pubblica, burocrazia e impotenza sociale.
Il 19 maggio il Financial Times scrive che Xi Jinping avrebbe detto a Donald Trump che Putin “alla fine potrebbe pentirsi” della guerra contro l’Ucraina. Più rilevante per l’interno russo è la dichiarazione del deputato comunista Renat Sulejmanov: l’economia non reggerà una SVO prolungata, perché circa il 40% del bilancio federale va ormai a difesa e sicurezza, a scapito di investimenti e spese sociali. Nello stesso giorno un’analisi del file APK del messenger statale Max rivela funzioni di raccolta dati e possibile sorveglianza: accesso a contatti e applicazioni installate, registrazione audio, screenshot, cancellazione di messaggi, geolocalizzazione, identificazione vocale e trasmissione senza crittografia end-to-end. L’app, sviluppata da VK su incarico delle autorità, viene promossa amministrativamente, mentre WhatsApp e Telegram sono bloccati o limitati.
A Voronež l’attivista Kirill Derevskij denuncia torture con elettroshock e percosse dopo un’irruzione delle forze dell’ordine a un incontro di urbanisti. Reuters riferisce inoltre che circa 200 militari russi avrebbero ricevuto addestramento segreto in Cina, soprattutto sui droni, prima dell’invio in Crimea e nella regione di Zaporižžja. A San Pietroburgo, secondo “Novaja-Evropa”, reparti per feriti della guerra contro l’Ucraina funzionano in molti grandi ospedali civili.
Il 20 maggio l’attore Dmitrij Djužev, volto della serie “Brigada” e sostenitore attivo della guerra, si registra alle primarie di “Edinaja Rossija” [Russia Unita] a Mosca. Putin arriva in Cina, accolto con un protocollo considerato particolarmente alto. “Russia Unita” dichiara che continuerà a introdurre divieti e restrizioni, pur cercando di smarcarsi dall’immagine di “partito dei divieti”. Il nuovo manuale scolastico di scienze sociali per la nona classe, curato da Dmitrij Medvedev, mostra una carta della Russia che include Cherson e l’intera regione di Zaporižžja, comprese aree non controllate dall’esercito russo.
La Russia viene descritta come “leader del nuovo ordine mondiale”, social e messenger come potenziali minacce, mentre la guerra è appena accennata. In un college di Krasnojarsk studentesse vengono invitate a entrare nelle unità di BPLA, con requisiti di età tra 18 e 34 anni, assenza di condanne e assenza di figli: il corpo femminile viene evocato insieme come risorsa militare e come futuro riproduttivo. Intanto cresce l’uso del contante in Russia, anche per i disservizi dell’Internet mobile e per i costi dei pagamenti elettronici: un segnale pratico di adattamento economico all’instabilità.
Il 21 maggio droni colpiscono Syzran’, nella regione di Samara; secondo il governatore muoiono due persone e ci sono feriti, mentre analisti OSINT indicano come obiettivo la raffineria di Rosneft’. A San Pietroburgo proseguono per il terzo giorno le interruzioni dell’Internet mobile, in vista del Forum economico internazionale; problemi di connessione vengono segnalati anche in molte altre regioni. Un militare russo, Artëm Lipezin, viene condannato a cinque anni di colonia per essersi sparato due volte a un piede con un AK-12 allo scopo di evitare il ritorno nella zona dei combattimenti. “Rostelekom” presenta “Lešij connect”, sistema per gestire da remoto router e modem domestici di milioni di utenti. Rosfinmonitoring inserisce l’oppositore Vladimir Milov nell’elenco di “terroristi ed estremisti”.
A Belgorod un uomo viene multato di 50 mila rubli per un’immagine satirica di Putin con tatuaggi carcerari pubblicata su Telegram. Sulla pagina della figlia di Šojgu, gli auguri di compleanno all’ex ministro si trasformano in una sequenza di commenti rabbiosi: “ladro”, “quando finirai in galera?”, accuse di corruzione e responsabilità per la guerra.
Il 22 maggio Bloomberg scrive che nell’élite russa cresce l’inquietudine per il protrarsi della guerra: alcuni funzionari ritengono il conflitto in un vicolo cieco, mentre Putin vorrebbe chiuderlo entro la fine del 2026 solo a condizioni presentabili come vittoria.
Il FOM [Opinione pubblica], vicino al Cremlino, registra un calo dell’approvazione di Putin al 71%, uno dei livelli più bassi dall’inizio dell’invasione su vasta scala, mentre il VCIOM, dopo un cambio di metodologia, presenta dati opposti. A San Pietroburgo agli alunni dell’ottava classe del ginnasio n. 524 viene assegnato un compito obbligatorio sui droni: classificazione, struttura, modelli, uso pratico e basi di programmazione. Il rappresentante della Banca centrale Aleksandr Danilov dichiara di essere “scioccato” dai prezzi delle case in Russia e di non capire quale reddito serva per comprarne una. All’Istituto di filosofia della RAN [Accademia russa delle scienze] si svolgono perquisizioni nell’ambito di un procedimento per frode legato al progetto “Nasledie Aristotelja” [L’eredità di Aristotele], finanziato con circa 52 milioni di rubli. Ricercatori, specialisti di filosofia antica ed ex dirigenti vengono coinvolti, Svetlana Mesjac finisce agli arresti domiciliari. Il caso diventa una delle maggiori inchieste penali nella scienza umanistica russa recente.
Il 23 maggio droni attaccano Novorossijsk, dove bruciano edifici di una base petrolifera e il terminal “Šescharis”; NASA FIRMS registra un incendio presso “Grušovaja balka”, il più grande deposito petrolifero del Caucaso, appartenente a Transneft’. Garri Kasparov viene dichiarato ricercato internazionale dalla Russia, con accuse in contumacia di “giustificazione del terrorismo” e violazione della legislazione sugli “agenti stranieri”. A Kaliningrad, sugli schermi delle fermate degli autobus, viene trasmesso un servizio con immagini dell’arresto dell’avvocata Marija Boncler, accusata di tradimento di Stato. Boncler, nota per aver difeso prigionieri politici e imputati in procedimenti contro la guerra, è in SIZO [centro di custodia cautelare] da circa un anno e soffre di malattie croniche; la difesa sostiene che a comunicare con lei fingendosi agente ucraino fosse un dipendente dell’FSB.
Apple comunica di aver rimosso dall’App Store russo, su richiesta del Roskomnadzor, 1213 applicazioni nel 2025, probabilmente soprattutto VPN: più di Vietnam e Cina messi insieme. Il Rospotrebnadzor vieta vini, cognac e acqua minerale armeni, sullo sfondo del peggioramento dei rapporti fra Mosca ed Erevan. A Cannes, “Minotavr” di Andrej Zvjagincev riceve il Grand Prix; dal palco il regista si rivolge a Putin e gli chiede di fermare la guerra.
Il 24 maggio l’esercito russo compie un attacco massiccio contro l’Ucraina con missili e droni, usando anche “Orešnik” contro Bila Cerkva; nel racconto interno russo l’attacco viene presentato come risposta a Starobel’sk. A Starobel’sk, nel territorio occupato della regione di Luhans’k, si conclude la rimozione delle macerie del college colpito il 22 maggio: muoiono 21 studenti, 42 sono feriti. Lo Stato maggiore ucraino afferma che l’obiettivo era un quartier generale dell’unità “Rubikon”, ma analisti del CIT non vedono nelle immagini segni chiari di obiettivi militari e ammettono un errore d’intelligence.
A San Pietroburgo un artista del Teatro Mariinskij spara da una finestra con una pistola pneumatica contro un bambino di undici anni che suonava il sassofono in strada, ferendolo al volto. Vitalij Borodin propone di riconoscere Zvjagincev come “agente straniero” per il discorso di Cannes. Vengono annunciate azioni mondiali in memoria di Aleksej Naval’nyj per il 4 giugno. La presidente del parlamento serbo Ana Brnabić dichiara che la Russia non è un Paese “fratello” e definisce la guerra contro l’Ucraina “un puro atto di aggressione”; Macron telefona a Lukašenko e lo invita a non intervenire nella guerra russa.
Il 25 maggio OONI [Open Observatory of Network Interference] registra in Russia il peggioramento dell’accesso alle principali piattaforme di gioco e ai siti degli sviluppatori: Steam, Xbox, PlayStation, Epic Games, Origin, Electronic Arts, Blizzard. In Tatarstan viene preparato un disegno di legge per multare le aziende che non rispettano le quote di assunzione dei partecipanti alla guerra contro l’Ucraina.
Dal Ministero della Difesa se ne va Oleg Savel’ev, primo vice nominato dopo l’arrivo di Belousov; il suo posto dovrebbe essere preso da Vitalij Šulika, vice capo del MVD [Ministero degli Affari interni]. Dopo il cambio ai vertici del dicastero, almeno 19 alti funzionari del Ministero sono diventati imputati in procedimenti penali. In Repubblica Ceca viene fermato il metropolita Ilarion, Grigorij Alfeev, già uno dei più influenti gerarchi della Chiesa ortodossa russa e vicino a Kirill: nella sua auto sono trovati contenitori con una sostanza bianca, poi riconosciuta come droga. Il Ministero degli Esteri russo minaccia attacchi contro i “centri decisionali” in Ucraina e invita gli stranieri a lasciare Kiev.
Putin firma la legge che consente di usare l’esercito per proteggere cittadini russi fermati all’estero in base a decisioni di tribunali stranieri o internazionali. Quasi tutta la Russia centrale viene chiusa alla piccola aviazione e ai business jet, ufficialmente per la minaccia dei droni. Ad Anapa le autorità annunciano l’apertura della stagione balneare nonostante le conseguenze degli sversamenti di mazut nel Mar Nero.
Il 26 maggio il tribunale confisca beni per 5,5 miliardi di rubli a Ruslan Calikov e alla sua famiglia. Il Roskomnadzor multa 85 operatori di telecomunicazioni per non aver trasmesso dati sugli indirizzi IP degli utenti; ufficialmente servono contro cyberattacchi e DDoS, ma permettono anche di individuare l’uso di VPN. Il direttore dell’FSB Aleksandr Bortnikov parla di “laboratori digitali” occidentali nei Paesi della SNG [CSI], accusati di raccogliere dati sociali e usare l’intelligenza artificiale per influenzare l’opinione pubblica. Nel caso della giornalista Marija Ponomarenko, un dipendente della FSIN ammette di aver usato la forza contro di lei, sostenendo però di voler prevenire un suicidio; Ponomarenko racconta di essere stata premuta contro un tavolo, gettata a terra, schiacciata con un ginocchio e tirata per i capelli. Il VCIOM registra il livello più alto di umori di protesta dall’inizio della guerra: il 14% degli intervistati dice che probabilmente parteciperebbe a proteste contro il calo del tenore di vita e in difesa dei propri diritti. Il tribunale di Labytnangi rifiuta di esaminare il reclamo della moglie di Azat Miftachov contro l’inerzia dell’inchiesta sulle torture denunciate dal prigioniero politico; Miftachov racconta che all’arrivo dell’investigatore il locale dove sarebbe stato torturato era già stato svuotato.
Si scopre inoltre che Andrej Kijco, il “maniaco di Sosnovo”, condannato per omicidi e stupri, era stato mandato in guerra con un contratto del Ministero della Difesa ed è poi fuggito da un ospedale militare. L’imprenditore Aleksandr Galickij lascia la Russia dopo il sequestro di beni per oltre 8 miliardi di rubli nel caso sul riconoscimento del fondo Almaz Capital come “associazione estremista”.
Il 27 maggio il Mincifry [Ministero dello Sviluppo digitale] amplia l’elenco dei dati che gli operatori devono fornire alle strutture di forza: passaporti, indirizzi, INN [codice fiscale], coordinate bancarie, IP, domini, login, geolocalizzazione e altre informazioni tecniche. Il Wall Street Journal scrive che in Europa cresce il timore di una escalation russa per giustificare una nuova mobilitazione: secondo fonti occidentali, l’esercito russo perderebbe circa 35 mila uomini al mese, più di quanti riesca a rimpiazzare. A Mosca Ksenija Belousova viene condannata a più di tre anni di colonia per un video con un narghilè su un kulič [dolce pasquale ortodosso], accusato di “offendere i sentimenti dei credenti”.
La polizia ucraina diffonde nuovi dettagli sulla morte della giornalista Viktorija Roščyna, detenuta in Russia: dopo la permanenza nel SIZO n. 2 di Taganrog le sarebbe stata riscontrata una frattura dell’osso occipitale; le testimonianze parlano di pestaggi, scosse elettriche, ferite da coltello, condizioni disumane e pressioni perché cantasse l’inno russo. Il corpo viene restituito all’Ucraina senza occhi, cervello e parte della laringe, indicato dalla parte russa come “uomo non identificato”.
I canali Telegram russi perdono quasi metà delle visualizzazioni dopo le restrizioni al messenger. La Russia firma un accordo di cooperazione tecnico-militare con i talebani. La famiglia Matvienko fa causa al giornalista italiano Massimiliano Coccia per un’inchiesta sui beni europei della famiglia: non è l’applicazione diretta della legge russa all’estero, ma un uso transnazionale degli strumenti giudiziari per fare pressione su chi indaga sui patrimoni delle élite.
Il 28 maggio la CIK [Commissione elettorale centrale] comincia a dismettere i KOIB [scanner per schede elettorali], ufficialmente per usura, sanzioni e sicurezza; secondo fonti di “Vedomosti”, nel 2026 le elezioni potrebbero svolgersi senza questi sistemi automatizzati. A Nižnij Novgorod un drone o suoi frammenti danneggiano il tetto del tribunale regionale; poco dopo viene annunciata nella regione la creazione di un “ministero per la protezione degli obiettivi”, legato alla difesa da droni e alla sicurezza regionale. SHAMAN pubblica un videoclip in cui immagini generate dall’intelligenza artificiale di emigrati e “agenti stranieri” russi — Zemfira, Jurij Dud’, Noize MC, Oxxxymiron, Chodorkovskij e altri — cantano la sua canzone “Rossija — mama”. Il Rossel’choznadzor annuncia nuove restrizioni su ortaggi e fragole dall’Armenia.
In Francia vengono sequestrati conti collegati alla vendita di una villa in Costa Azzurra che gli investigatori sospettano appartenga occultamente alla vicepremier Tat’jana Golikova e al marito Viktor Christenko. Alle imprese russe viene permesso di acquistare armamenti antiaerei per difendersi dai droni. Un’inchiesta racconta che Putin e Kabaeva spendono centinaia di migliaia di dollari l’anno per governanti stranieri destinati ai loro figli, educati in inglese e tedesco come “europei colti”, mentre nei contratti è vietato discutere temi LGBT o imporre idee religiose e politiche.
Il 29 maggio un drone russo entra nello spazio aereo romeno durante un attacco contro l’Ucraina e cade sul tetto di una casa a Galați, ferendo due persone. Bucarest definisce l’episodio una grave escalation, informa UE e NATO, chiede sistemi anti-drone, poi annuncia la chiusura del consolato russo a Costanza e dichiara persona non grata il console generale. Lo stesso giorno droni colpiscono la regione di Volgograd, dove muoiono due persone nello stabilimento di fibre sintetiche di Volžskij, e la regione di Jaroslavl’, dove brucia la stazione di pompaggio petrolifero “Jaroslavl’-3”, parte del sistema Transneft’. In decine di regioni russe, dalla Russia centrale agli Urali, viene dichiarato il pericolo missilistico; in alcune città si fermano i trasporti pubblici e bambini degli asili vengono evacuati nei rifugi. Il Ministero della Giustizia aggiorna il registro degli “agenti stranieri”, includendo la scrittrice El’vira Barjakina, Inna Kuročkina e il politologo Andrej Nikulin.
Il 30 maggio la Russia richiama a Mosca per consultazioni l’ambasciatore in Armenia Sergej Kopyrkin, motivando la decisione con l’avvicinamento di Erevan all’Unione Europea. Dopo l’avvio del percorso di adesione dell’Armenia all’UE e la presenza di Zelens’kyj a Erevan, Mosca intensifica la pressione politica ed economica: Putin, Lukašenko, Tokaev e Žaparov chiedono all’Armenia di scegliere tra UE ed EAÈS [Unione economica eurasiatica], mentre le autorità russe minacciano di rivedere le forniture di gas e petrolio. Secondo “Važnye istorii”, almeno 17 candidati alle primarie di “Russia Unita” si sarebbero attribuiti falsamente lo status di partecipanti alla SVO per ottenere un vantaggio interno del 25% dei voti. Alcuni appartenevano al distaccamento “Kaskad”, usato da funzionari e deputati per risultare al fronte restando nelle retrovie; altri avevano svolto solo visite simboliche. Il Roskomnadzor blocca sulle piattaforme russe “Spjaščaja krasavica” [La bella addormentata] di Noize MC contro Guf. Il Wall Street Journal scrive del programma statale russo contro l’invecchiamento, avviato dal Cremlino nel 2024 per 26 miliardi di dollari e curato dalla figlia di Putin Marija Voroncova e dal capo dell’Istituto Kurčatov: terapia genica, biostampa di organi, coltivazione di organi umani in mini-maiali.
Al cimitero Borisovskoe di Mosca si svolge una panichida, rito ortodosso di commemorazione dei defunti, per Aleksej Naval’nyj; la celebra il sacerdote Dmitrij Safronov, già colpito da divieto di ministero per precedenti funzioni in memoria dell’oppositore. Il metropolita Ilarion, fermato in Repubblica Ceca con “polvere bianca”, torna in Russia dopo il rilascio.
Il 31 maggio nella notte droni attaccano infrastrutture petrolifere in tre regioni russe. A Saratov brucia il parco serbatoi della raffineria Rosneft’: secondo Astra è almeno il sedicesimo attacco contro l’impianto dall’inizio della guerra. Nel distretto di Matveevo-Kurgan, nella regione di Rostov, si incendia un deposito di carburante per imprese agricole, con evacuazione degli abitanti vicini. Nel distretto di Uržum, nella regione di Kirov, viene colpita la LPDS “Lazarevo” [stazione lineare di produzione e dispacciamento], su un oleodotto magistrale di Transneft’. Anche lì scoppia un incendio, senza feriti dichiarati.

