Nika Chitadze

L’aggressione della Russia all’Ucraina e la comunicazione, le tattiche, la strategia e la metodologia utilizzate al suo interno hanno reso ancora più importante e rilevante uno dei temi più attuali: la guerra ibrida condotta dalla Federazione Russa nella regione del Caucaso meridionale, e in particolare in Georgia, sotto forma di operazioni informative e psicologiche.
La Georgia, come altri paesi post-sovietici del Caucaso meridionale, è un obiettivo attivo delle operazioni informative e psicologiche russe, e la Russia sta utilizzando in questo processo una serie di nuovi approcci e nuove tattiche. È importante osservare e studiare il processo e, di conseguenza, pianificare e attuare in modo adeguato le strategie di risposta.
Sullo sfondo del rapido sviluppo delle tecnologie moderne, anche gli strumenti delle operazioni informative e psicologiche si stanno evolvendo e, ad esempio, accanto alla disinformazione standard, ci troviamo di fronte a falsificazioni ancora più sofisticate e tecnologiche come i cosiddetti deep fake. Numerosi esempi del loro utilizzo sono stati forniti nella guerra in Ucraina, dove il governo russo li utilizza direttamente per aumentare la confusione, la delusione e la divisione nella società ucraina.
Parallelamente alla guerra in Ucraina, è importante osservare che tipo di campagna di disinformazione accompagna questo processo in Georgia, quali messaggi e operazioni informative vengono utilizzati dal paese aggressore, quali gruppi target vengono presi di mira e quali metodi vengono impiegati.
La Russia, le elezioni parlamentari del 2024 in Georgia e i processi successivi
Vale la pena notare che il periodo che ha preceduto le elezioni parlamentari dell’ottobre 2024 in Georgia è stato caratterizzato da un rilevante fenomeno di disinformazione, che ha assunto un carattere peculiare e le cui caratteristiche evocano associazioni con il passato totalitario sovietico. Dall’invasione russa dell’Ucraina, la narrativa del partito “Sogno Georgiano” ha definito e diffuso l’immagine del cosiddetto “Partito della Guerra Globale” in relazione alla guerra in Ucraina (Interpressnews, 2023), poi usato in modo attivo nel contesto elettorale. Secondo tale narrativa, gli obiettivi del cosiddetto “Partito della Guerra Globale” sarebbero: 1) prolungare la guerra in Ucraina e 2) estenderla ad altri paesi, inclusa la Georgia – “trascinare la Georgia nella guerra”. La narrativa contro il cosiddetto “Partito della Guerra Globale” ha un carattere anti-occidentale. Non tanto gli Stati Uniti o l’Unione Europea in senso esplicito, ma le forze che esercitano una “influenza di principio” (Radio Freedom, 2024) su politici e istituzioni in Occidente. L’uso implicito di questa narrativa da parte dei circoli governativi danneggia significativamente i rapporti con i partner occidentali, poiché, secondo gli stessi rappresentanti del governo, la probabilità che l’influenza di questa forza si estenda alle comunità georgiane o ai rappresentanti dei paesi partner che operano in Georgia è alta.
Cosa si cela dietro questa narrativa?
L’uso delle teorie del complotto per influenzare la società, seminare paura e polarizzare è una pratica ben collaudata, già utilizzata con successo e tuttora in uso da parte dell’Unione Sovietica prima e, successivamente, dalla Russia. Essa è direttamente collegata alla nota strategia dei servizi di sicurezza russi (RLI, 2024), attivamente impiegata dal governo russo e basata sul tentativo di influenzare l’opinione pubblica, sia all’interno che all’esterno del paese, attraverso la creazione e la diffusione di miti falsi. Tali teorie del complotto in Russia sono per lo più di stampo anti-occidentale e mirano a rappresentare l’Occidente collettivo come una minaccia per la Russia.
Questa pratica era largamente utilizzata durante l’epoca sovietica, quando l’Unione Sovietica si presentava come un’isola di pace circondata da nemici pronti ad attaccarla, mentre essa si difendeva strenuamente in nome della pace.
Quella tradizione è proseguita in Russia e, ancora oggi, la narrativa secondo cui l’Occidente organizza provocazioni e cospirazioni contro la Russia, dalla quale essa deve difendersi, è attivamente utilizzata. Questa narrativa spesso si diffonde anche al di fuori dei confini del paese, sia grazie a propagandisti di vario tipo e grado con sentimenti filo-russi (Le Monde, 2023), sia tramite i social network.
In Georgia, prima delle elezioni, sono apparsi manifesti filogovernativi, da un lato con immagini della guerra in Ucraina come esempio delle attività di forze che il governo collega al cosiddetto “Partito della Guerra Globale”, e dall’altro immagini della Georgia, nel contesto di un governo che si oppone alla guerra e si presenta come capace di mantenere la pace nel paese in mezzo alle minacce globali. A questo proposito, il Ministero degli Esteri ucraino ha rilasciato una dura dichiarazione di condanna di questa iniziativa, mentre la presidente della Georgia ha apertamente sottolineato l’origine russa dell’idea. Questi manifesti rappresentano un chiaro esempio di materiale propagandistico che richiama i contenuti sovietici alimentati da teorie del complotto, il cui nucleo oggi ruota attorno al cosiddetto “Partito della Guerra Globale” e alle sue “attività”.
Gli obiettivi che si possono individuare dietro la narrativa relativa al cosiddetto “Partito della Guerra Globale” sono numerosi:
• Un tentativo di consolidare una parte della società a favore di una specifica forza politica attraverso la diffusione della paura, presentandosi come garante della pace e dichiarando al pubblico che non permetterà lo scoppio di una guerra nel paese. Come contrappeso, vengono messi in cattiva luce gli avversari politici, che vengono associati a una forza pericolosa a livello globale, nel tentativo di suscitare scetticismo nei loro confronti.
• Un tentativo di distogliere l’attenzione dai problemi esistenti nella società e di coprire l’assenza di soluzioni, strumentalizzando i traumi collettivi, ovvero manipolando le esperienze difficili del passato della società e subordinandole a fini politici.
• Spostare, agli occhi dell’opinione pubblica, la responsabilità del conflitto da chi l’ha provocato – la Russia – all’Occidente, sostenendo che alcune forze e i loro facilitatori hanno coinvolto l’Ucraina nella guerra con la Russia, e che in precedenza avevano fatto lo stesso con la Georgia.
• Incitare sentimenti anti-occidentali, come dimostrano le affermazioni secondo cui l’Occidente collettivo agirebbe come attore negativo, operando contro gli interessi nazionali e l’identità nazionale della Georgia e interferendo nei suoi affari interni.
Il contenuto di tale narrativa e la metodologia del suo impiego trovano paralleli nella prassi sovietica della lotta contro nemici immaginari, e indicano che nonostante che tale narrativa appaia originale essa è presa in prestito dalla tradizione sovietica e poi russa, utilizzata per la prima volta durante la Guerra Fredda per costruire l’immagine dell’Occidente come nemico, e successivamente diffusa dalla Russia nell’Occidente moderno. L’uso di una narrativa in stile russo su questa scala, sullo sfondo della guerra in Ucraina e in vista delle elezioni parlamentari, indica diverse sfide che la Georgia si trova oggi ad affrontare.
Qual è il legame tra questa narrativa e le sfide alla sicurezza che la Georgia deve affrontare?
La questione della vulnerabilità della Georgia – e non solo della Georgia – nei confronti dei metodi della guerra ibrida russa è oggetto di ampio dibattito. L’attivazione di meccanismi di disinformazione e propaganda, diffusi da diversi attori in vari contesti, è un fenomeno rilevante tanto in Georgia quanto in altri paesi dell’Europa orientale (GMUS, 2024), sullo sfondo della crescente aspirazione europea da parte delle loro rispettive società. Tuttavia, è significativo che nel caso georgiano la disinformazione russa sia spesso diffusa da attori governativi, il che evidenzia una diversa dimensione del problema e rende ancora più evidenti le sfide alla sicurezza che il paese deve affrontare.
La minaccia rappresentata dall’influenza sull’opinione pubblica, che ha il potenziale di danneggiare gli interessi strategici interni ed esterni del paese, è una delle sfide più gravi a cui le agenzie statali stanno dedicando uno sforzo insufficiente, mentre la retorica del partito al governo funge addirittura da facilitatore, costituendo un presupposto importante per l’approfondimento delle minacce ibride.
Sullo sfondo dell’opposizione della Russia all’integrazione euro-atlantica della Georgia, il tentativo di approfondire i sentimenti anti-occidentali nella società, basati su teorie del complotto, può essere considerato una manifestazione diretta della guerra ibrida. La rappresentazione dell’UE e di altri partner occidentali come colonne del cosiddetto “Partito della Guerra Globale” e la continua diffusione di teorie del complotto, a fronte del fatto che uno dei presupposti per l’adesione all’UE è la lotta contro le influenze disinformative dirette all’UE e ai suoi valori, danneggiano ulteriormente le prospettive del paese in termini di integrazione euro-atlantica.
Quest’ultima è fondamentale per la sicurezza dello Stato e per la salvaguardia della sovranità, poiché il rischio di una dipendenza della Georgia dalla Russia, isolata dall’Occidente, è elevato e, in ultima analisi, la sua sicurezza e sovranità si troveranno ad affrontare minacce ancora più gravi. In questo contesto, si può affermare che una narrativa specifica travalica lo spazio della competizione politica pre-elettorale e si sposta verso una dimensione dannosa per gli interessi dello Stato.
Conclusione
La narrativa sul cosiddetto “Partito della Guerra Globale” ha un tono simile alle teorie del complotto del passato sovietico, che la Russia ha successivamente implementato con successo utilizzando metodi di guerra ibrida, sia nella politica interna che estera. Il tentativo di affermare questa narrativa in Georgia sullo sfondo della guerra in Ucraina e in occasione delle elezioni, insieme alla semina della paura nella società e alla delegittimazione degli avversari politici, è anche legato all’instillare scetticismo nei confronti dell’Occidente.
Sullo sfondo delle aspirazioni della Georgia di entrare nell’Unione Europea, ciò danneggia in modo significativo i rapporti con i partner e rappresenta una minaccia alle prospettive di integrazione euro-atlantica, aumentando la dipendenza della Georgia dalla Russia e aggravando le sfide alla sicurezza del paese. Questo dimostra che una specifica narrativa serve a incarnare i metodi ibridi russi in Georgia e danneggia gli interessi statali.
BIBLIOGRAFIA
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Politico, 2024. “Freemasons and ‘global war party’ conspiring against Georgia, ruling party claims” https://www.politico.eu/article/freemasons-global-war-party-conspiring-georgian-dream-party-claims-russia-ivanishvili/
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Nika Chitadze è professore di Politica Internazionale presso la International Black Sea University di Tblisi, in Georgia